
Ieri ho invidiato gli alberi
per come si muovevano,
del cielo che c'era fra i loro rami
grigio cupo,
per il modo in cui diventavano ,subito,
genitori apprensivi
che l'assenza di calore era un'emozione
per quanto spartivo con loro ogni giorno.
Per come sbiadivano le mie pupille
e cambiavo gli occhi (come se ne avessi altri)
e vedevo altro e facevo
angeli di fango.
Per come lingue di vento
infastidivano il mio orecchio,
costringendomi al riparo
sotto la panchina dove sognavo,
sognavo, sognavo di come avrei abbracciato la terra
con le mie mani,
e di come l'avrei racchiusa nelle mie spalle
passato,presente e futuro erano li.
Sognavo vite venture ,che mi pesavano,
ricordavo vite passate, che mi pesavano di meno,
sognavo di come il cielo sarebbe cascato sul mio stomaco
Gli attimi si colgono o si creano ?
Avevo paura di rispondere
sarei rimasto la sotto, impaurito,
intimidito,
limitandomi a guardare il sole fra le stecche.
Esanime.
(the urschrei , 10 giugno 2011 )
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