giovedì 17 maggio 2012

Libertà e Fedeltà

Libertà e Fedeltà : molti sono convinti che se la prima esiste , la seconda non può verificarsi e viceversa. Per molte persone è veramente difficile anche solo ideologicamente pensare di coniugare i due concetti in un unico momento. Io , come al solito, la penso diversamente. Prima di tutto penso che il concetto di '' Libertà'' sia molto fragile da qualunque punto di vista venga analizzato : un esempio banale potrebbe essere quello della tua esistenza ; tu, in quanto esistente, sei libero di scegliere la tua non-esistenza solo a posteriori col suicidio...e mille altri esempi di questo tipo possono essere fatti, paradossi logici, in pratica. Una domanda interessante, quanto banale è: siamo veramente liberi ? Le risposte sono tutt'altro che banali. Una di queste io me la immagino da un po', è strampalata lo so: pensiamo un universo nuovo , dove al posto dello spazio fisico  ci sia lo spazio della libertà e sia questo inizialmente vuoto. L'immissione di un organismo sociale quale l'uomo , andando per analogia, provocherebbe ,già,una curvatura dello spazio in quanto ,l'uomo non sarebbe libero di non appartenere a quello spazio. Figuriamoci con l'immissione di altri organismi  , quanta libertà non  verrebbe utilizzata nelle interazioni sociali ..( immaginiamo che gli uomini di questo spazio abbiano più o meno le nostre abitudini). Questo schema si può ricondurre poi al saggissimo consiglio " la tua libertà finisce dove inizia quella del prossimo": più organismi ci sono  e più la partizione dello spazio della libertà diventa fine. Possiamo però definire un concetto più attuale e forse più spensierato di ''libertà debole''. La libertà debole è ,in realtà, la possibilità di scelta. Si è liberi quando si è liberi di scegliere. Intendiamoci: non si è ''liberi'' nel senso forte , ma si è liberi debolmente , in un qualche senso.  Avere in ogni istante almeno due vie da poter percorrere è in fin dei conti libertà......di amare, di odiare, di sorridere, di essere tristi, di divertirsi, di annoiarsi , di scegliere un bicchiere o una tazza. Potremmo parlare di ideologie e di altri argomenti , ma a me interessa soprattutto analizzare questa definizione di libertà all'interno della sfera emotiva. Si perchè è in questa sfera che la maggior parte delle persone trova questa contrapposizione di libertà e fedeltà, e ancora non capisco il perchè. Ci sono persone che amano , ma concepisco questo come una sorta di menomazione , un ''uscita dal mercato'' , un qualcosa che in fin dei conti lede la libertà del suddetto amante e in un modo tragicomico si sentono queste frasi .....tipo : '' bei tempi quando ero libero'' , '' ora sono vecchia, una volta uscivo, andavo in discoteca ..adesso ho il ragazzo''. Roba da brividi. Un affetto non è uno sport e dobbiamo capire che queste frasi , in quanto siamo liberi di interrompere relazioni, sono solo aria che esce. Cosa c'è dietro queste frasi? C'è un qualche vincolo ?? C'è la libertà di scegliere la coerenza ed evitare rapporti con altre persone prima di dire queste frasi. In poche parole è solo fiction , come tutti questi reality ci insegnano a fare. Cos'è diventata la realtà se non costruzione di ''cause'' e attesa dei loro effetti? Non che prima non lo fosse, ma vorrei sottolineare l'esperienza che abbiamo ,oggigiorno, di alcuni meccanismi sociali altamente subdoli. Adesso , un po' per tornare a quello che veramente volevo analizzare : prima, ho definito la libertà debole in quanto libertà di scelta e adesso mi dico fra me e me: quale concetto non è più giusto , in questo contesto, del concetto di Fedeltà ? Insomma non sono lontani , non sono opposti. La fedeltà , fondamentalmente, è qualcosa di più alto ,di più elevato , è la ''volontà'' dell'individuo, in quanto prodotto della libertà , di scegliere ogni giorno la stessa persona. Amore , solo questo , in poche parole. Ho la possibilità di scelta e scelgo lui\lei in ogni momento , e non ho bisogno di avere rimorsi, malinconie , perchè sono libero ...libero di essere fedele e non sentire questo grave peso della non libertà sulle mie spalle. Freghiamocene , freghiamocene! Non ne possiamo più degli amori\pretesto per vittimismi da checche, se l'uomo è questo allontaniamoci ....diventando più chiari, più razionali forse un po' più freddi .....ma con una certezza nella mente e nel cuore, una, sola , che non si spezzerà mai. 

domenica 6 maggio 2012

No alla soluzione quando tu sei il problema...

Eccomi di nuovo qui a parlare dei miei problemi...che sfortunatamente e dico ,sfortunatamente, non sono niente più che roba da checche e altre stronzate. Tante persone avevano problemi ..Newton, Leibniz ....Newton contro Leibniz, ma quando li hanno risolti hanno gettato le basi per il calcolo infinitesimale, io invece costruisco mattoncini per l'odio verso l'umanità. Topic della serata è il mio quotato carattere di merda, me lo ripetono tutti : genitori, parenti, fratelli,''amici'' e tutti quelli che nella loro socievolezza ti danno già troppa confidenza le prime volte che li vedi,odio. Sta di fatto che riesco difficilmente a mantenere relazioni con le persone...troppo esigente ? troppo stronzo? Non lo so. Sia ben chiaro, odio il concetto di "uomo" e tutte le manfrine che l'uomo ha costruito su di se ..l'antropocentrismo , la terra centro dell'universo etc etc etc ma non odio gli "uomini", ne le donne , ne i bambini. Sono d'accordo anche io che le persone vanno prese a piccole dosi , ma questo non è un buon motivo per odiare. Credo molto poco nell'amicizia , perchè amicizia ,per me, si può riassumere in questo modo: tu fai tanto , gli altri non fanno niente. Sempre per questo mio carattere che suscita problemi a tante persone e ormai anche a me, ho il vizio di arrivare al fulcro, al sentimento, al nodo. Non mi importa l'avvenimento , quanto quello che la persona prova ....anche perchè sono sempre convinto che se un ''amico'' fa un incidente, non posso cambiare il corso del destino , mentre se vuole che lo tiri su di morale, se vuole parlarmi dei suoi problemi sono sempre disposto ad ascoltarlo e a dispensare consigli, buoni o pessimi che siano. Dico che la realtà non mi interessa....''fatti e non parole''dicevano  ,io  ho sempre avuto il vizio di essere '' parole e non fatti''. Sono teorico dalla nascita ed è questo il mio problema ...perchè analizzare prima di ''fare'' , mi porta a considerare troppi aspetti che le persone non vogliono sentirsi dire e ,a volte, a scoprire meccanismi che non sono belli , sono dannatamente ''umani'' e vorrei solo allontanarmi da loro, sono sporchi...

lunedì 30 aprile 2012

Waiting.....

Stasera mi sento in vena di scrivere! Sono annoiato e indeciso , quindi nullafacente. Apro questo blog e noto che è da gennaio che non posto qualcosa ......be, fa niente. Siamo alle porte di maggio ed è appena passato un aprile strano, come è sempre stato aprile: "mixing memories and desires"; è quel mese di passaggio che col perseverare delle giornate piovose e tipicamente invernali richiama la memoria e con l'affacciarsi delle nuove giornate , quelle soleggiate , innesca un meccanismo di risveglio ..simile all'uscita da un letargo, forse concettuale, ne sono un esempio. Sta di fatto che l'estate mi fa paura, mi fa veramente paura. Vivo qui da ormai diciannove anni e l'estate mi è andata bene finchè pensavo a quando potevo fare il bagno e a quando era stata l'ultima volta che avevo mangiato , adesso i miei pensieri si sono spostati da un'altra parte e quelle cose sono passate. Ho la spiaggia a 400 mt da casa forse questo è uno dei fattori che influenza la mia paura verso l'estate e come vi dicevo, io il bagno al mare non lo faccio più; ma i parenti\amici te ne trovano di tutte da fare al mare: ''puoi leggere sotto l'ombrellone!!'' , '' no guarda zia , leggo comodamente a casa mia ..il sole negli occhi, il caldo , quella posizione sulla sdraio ( peggio sul lettino) non consona alla lettura di un libro ...roba da tunnel carpale", "puoi giocare con tuo fratello", " certo mamma ho 19 anni e tutti i giorni HO voglia di fare castelli e partite di ping pong". Tutte risposte che non ho voglia di dare , perchè l'estate è la stagione delle leggerezze e i cinici d'estate non sono affascinanti , proprio per niente. I turisti sono un'altra motivazione per aver paura dell'estate, ma non ne parlerò qui perchè il rapporto villeggiante-residente è ben analizzato nel ''bricco dei vermi'' di Fabio Genovesi e quindi potete approfondire li ..se vi interessa. Ma la cosa che mi spaventa di più è l'università ...mica per nulla, direte voi: stai in casa chiuso a studiare e ti salvi da tutto quello che ci hai detto. Teoricamente è cosi, praticamente no . Ci sono persone , situazioni , luoghi, eventi per cui vuoi "esserci" , per cui devi "esserci" e l'estate è gravida di queste cose e per quanto caldo possa essere, per quanto noia ti possa dare, fuori c'è il sole e io sono un tipo facilmente condizionabile. Applicherò la regola dell' " In media res stat virtus" come sempre , cercando di sopravvivere a questa giungla che è l'estate ......svegliatemi quando finisce settembre. ( non è una citazione, anzi non vuole esserlo)

venerdì 6 gennaio 2012

Luoghi comuni e non ( esplicito)


Ieri ho invidiato gli alberi
per come si muovevano,
del cielo che c'era fra i loro rami
grigio cupo,
per il modo in cui diventavano ,subito,
genitori apprensivi
che l'assenza di calore era un'emozione
per quanto spartivo con loro ogni giorno.
Per come sbiadivano le mie pupille
e cambiavo gli occhi (come se ne avessi altri)
e vedevo altro e facevo
angeli di fango.
Per come lingue di vento
infastidivano il mio orecchio,
costringendomi al riparo
sotto la panchina dove sognavo,
sognavo, sognavo di come avrei abbracciato la terra
con le mie mani,
e di come l'avrei racchiusa nelle mie spalle
passato,presente e futuro erano li.
Sognavo vite venture ,che mi pesavano,
ricordavo vite passate, che mi pesavano di meno,
sognavo di come il cielo sarebbe cascato sul mio stomaco

Gli attimi si colgono o si creano ?

Avevo paura di rispondere
sarei rimasto la sotto, impaurito,
intimidito,
limitandomi a guardare il sole fra le stecche.
Esanime.

(the urschrei , 10 giugno 2011 )